Ci sono ricette che sono dei veri e propri tesori custoditi nei quaderni di famiglia e che, quando ti vengono regalati, hai quasi il dovere morale di condividerli. La ricetta della vera crema fritta dolce arriva direttamente dall’Emilia-Romagna e mi è stata data dalla nonna di un’amica, la mitica Nonna Irma. Lei la prepara così da oltre 50 anni e conserva il procedimento su un foglietto ingiallito che si tramanda di generazione in generazione. Ed è talmente facile che non c’è neppure bisogno della bilancia, infatti come vedrai tra poco è quasi tutto dosato con bicchieri o cucchiai proprio come si faceva una volta.
Nelle terre emiliane e romagnole (e non solo, anche nelle Marche ed in Veneto) la crema fritta è un’istituzione antica. Un piccolo capolavoro di pasticceria casalinga a base di latte, uova, zucchero e profumo di limone che viene fatto rassodare, tagliato a quadretti e fritto fino a diventare dorato e croccante fuori, ma incredibilmente cremoso e scioglievole dentro. È il dolcetto sfizioso e confortante per eccellenza, perfetto da portare in tavola la domenica d’autunno, magari per concludere in bellezza un bel pranzo in famiglia. Allaccia il grembiule, ti svelo tutti i segreti di Nonna Irma!
Storia della crema fritta: come è nato questo dolce?
La crema fritta è uno dei capisaldi storici della gastronomia dell’Italia centrale e settentrionale, con radici profonde e documentate nella tradizione dell’Emilia-Romagna (in particolare tra Bologna, Ferrara e Parma), ma presente con varianti storiche anche nelle Marche e in Veneto. Le prime testimonianze scritte di creme stese, raffreddate, tagliate e fritte risalgono ai grandi trattati di cucina rinascimentale e barocca. Qui la preparazione della “crema rappresa” costituiva uno dei fondamenti dell’arte culinaria di corte. Tuttavia, è nel corso dell’Ottocento che questo piatto si consolida definitivamente nella cultura popolare e contadina.
La particolarità storica della crema fritta in Emilia-Romagna risiede nel suo ruolo d’origine. Non nasceva solo come dessert a fine pasto, ma come componente fondamentale del celebre Fritto Misto alla Bolognese (o alla Romagnola). Nella tradizione domenicale e festiva, i quadretti o rombi di crema fritta dolce venivano serviti nello stesso piatto da portata insieme a verdure in pastella, costolette di castrato e mela fritta, creando un raffinato contrasto dolce/salato. Con il tempo, la crema fritta ha conquistato una sua dignità autonoma ed è diventata il dolce simbolo delle domeniche autunnali e dei periodi festivi da gustare ancora caldo.
Crema Fritta Dolce Autentica della Tradizione
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INGREDIENTI
per la crema:
- 2 tuorli
- 3 cucchiai di zucchero semolato
- 1 cucchiaio di zucchero a velo vanigliato
- Scorza grattugiata di 1/2 limone biologico
- 3 cucchiai di maizena amido di mais
- 1/2 litro di latte
per la panatura e la frittura:
- Farina 00 q.b.
- 1 uovo intero sbattuto
- Pangrattato q.b.
- Olio di semi di arachidi q.b. per friggere
- Zucchero a velo q.b. per la decorazione finale
PROCEDIMENTO PASSO PASSO
- In una ciotola (o direttamente nel pentolino a freddo), unite i tuorli con i 3 cucchiai di zucchero semolato ed il cucchiaio di zucchero vanigliato. Mescolate bene fino a ottenere un composto cremoso e omogeneo, poi incorporate la scorza grattugiata di mezzo limone ed i 3 cucchiai di maizena, mescolando bene per non far formare grumi.2 tuorli, 3 cucchiai di zucchero semolato, 1 cucchiaio di zucchero a velo vanigliato, Scorza grattugiata di 1/2 limone biologico, 3 cucchiai di maizena
- Aggiungete ora il latte a filo, poco per volta, continuando ad amalgamare. Portate il pentolino sul fornello a fuoco basso e cuocete mescolando continuamente, senza mai fermarvi, affinché la crema si addensi alla perfezione. Versate la crema calda in un contenitore o una pirofila rettangolare, livellandola a uno spessore di circa 1,5 - 2 cm. Lasciatela raffreddare completamente (almeno 2 ore) finché risulterà ben soda e compatta.1/2 litro di latte
- Una volta fredda, tagliate la crema a quadretti o a rombi con un coltello affilato e passate ogni quadretto prima nella farina, poi nell'uovo sbattuto e infine nel pangrattato, ricoprendo bene tutti i lati. Friggete in abbondante olio caldo finché saranno ben dorati su tutti i lati. Scolateli su carta assorbente e serviteli caldi o tiepidi, spolverizzati a piacere con zucchero a velo. Buon appetito!Farina 00 q.b., 1 uovo intero, Pangrattato q.b., Olio di semi di arachidi q.b., Zucchero a velo q.b.
CONSIGLI E VARIANTI
📚 Fonti e Riferimenti Storico-Gastronomici
- Pellegrino Artusi (1891): La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene – Ricetta n. 174 “Crema fritta” e riferimenti al fritto misto tradizionale. Consulta l’Archivio Pellegrino Artusi
- Accademia Italiana della Cucina: Scheda storica e patrimonio gastronomico regionale dell’Emilia-Romagna. Accademia Italiana della Cucina – Database Ricette
- Bologna Welcome (Sito Ufficiale del Turismo di Bologna): Guida alla cucina tradizionale bolognese e al Fritto Misto alla Bolognese con crema fritta. Bologna Welcome – Piatti Tipici della Tradizione
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Se ami i profumi di casa e le ricette d’altri tempi, prova anche la nostra celebre Torta di mele francescana, un vero classico soffice e tutti i segreti del convento!

Marianna Gaito
